Livello secondario I: tra rendimento, pregiudizi e prospettive future
In che misura l’assegnazione della scuola a dodici anni può influenzare il percorso formativo successivo?

Scuola di avviamento pratico, scuola secondaria o liceo? Al termine della scuola elementare arriva una decisione che influisce sul percorso di formazione futuro. In che modo questa assegnazione scolastica influisce sul rendimento, sull’immagine di sé e sulle opportunità future delle e degli adolescenti? Il prossimo «Caffè scientifico» dell’Alta scuola pedagogica dei Grigioni analizza da vicino il livello secondario I.

Le e i giovani imparano meglio se la scuola li classifica in «più bravi» e «meno bravi»? La ricerca educativa si occupa da tempo di questa questione, che, per molte e molti adolescenti, diventa concreta già alla fine della scuola elementare: in che misura dovrebbero essere separati in base al rendimento nel livello secondario I? 

I Cantoni puntano su modelli scolastici diversi. Tutti dovrebbero promuovere lo sviluppo delle e dei giovani in base alle loro capacità, senza limitare le loro possibilità nel percorso formativo successivo. Nei Cantoni che adottano il modello della suddivisione secondo livelli, le e gli adolescenti frequentano, a seconda del rendimento, diversi tipi di scuola, come la scuola di avviamento pratico o la scuola secondaria, e vengono istruiti separatamente in tutte le materie. Nel modello cooperativo sono ugualmente divisi in classi diverse, ma in singole materie si riuniscono in gruppi di rendimento ricomposti. Nel modello integrato, giovani con diversi livelli di rendimento studiano in linea di principio nella stessa classe; solo in determinate materie vengono suddivisi in base al livello.

L’impatto effettivo dei diversi modelli sulle prestazioni, sullo sviluppo personale e sui percorsi formativi successivi sarà al centro del «Caffè scientifico» che si terrà l’8 ottobre 2026 presso la Biblioteca della città di Coira. Esperte ed esperti analizzeranno come le strutture scolastiche, i percorsi formativi individuali e le interazioni in classe interagiscono tra loro.

Uno di loro è Albert Düggeli, esperto in Scienze dell'educazione e prorettore Ricerca e sviluppo presso l'ASP Grigioni. Düggeli affronta il tema dal punto di vista della psicologia dello sviluppo e si chiede quale impatto abbiano le valutazioni delle prestazioni e le suddivisioni scolastiche sullo sviluppo personale delle e dei giovani.

Professor Düggeli, la suddivisione per livelli di rendimento si basa su una promessa plausibile: se raggruppiamo le e i giovani in base ai loro risultati, possiamo sostenerli in modo più mirato. Il livello secondario I mantiene questa promessa?

Solo in parte. Per farlo, dovremmo assegnare le e i giovani in modo equo ai livelli di rendimento adeguati. Ma proprio questo non sempre riesce. A seconda del cantone, gli esami, i voti preliminari, la valutazione dell’insegnante o persino il comportamento vengono ponderati in misura diversa. Tutto ciò comporta numerosi problemi.

Quali nello specifico?

Ad esempio, le e i giovani più capaci possono trovarsi in una posizione di svantaggio perché il loro comportamento fuori dal comune viene interpretato come un segno di scarsa capacità. Tuttavia, potrebbe trattarsi semplicemente di una reazione a un insegnamento poco stimolante. Inoltre, possono trovarsi in una posizione di vantaggio quelle bambine e quei bambini i cui genitori conoscono bene il sistema scolastico e dispongono di risorse finanziarie sufficienti per prepararli in modo mirato al passaggio alla scuola secondaria attraverso offerte didattiche supplementari. In tal caso, l’assegnazione non dipende solo dal rendimento, ma anche dall’estrazione familiare. 

L’assegnazione dà origine a classi che fungono da ambienti di apprendimento. Questi influenzano anche l’ulteriore sviluppo e i successivi percorsi formativi delle e dei giovani. Assegnazioni errate possono quindi compromettere le opportunità individuali e lasciare inutilizzato un potenziale socialmente prezioso.

La suddivisione determina anche con chi si impara. In che modo la composizione di una classe può influenzare le e i giovani al di là del loro rendimento misurabile?

Spesso parliamo di rendimento senza considerare il contesto di valutazione. Sulla base dei propri voti, le e i giovani si fanno un’idea delle proprie capacità. Ciò dipende però anche da come si posizionano rispetto alle compagne e ai compagni di classe. A seconda che si trovino tra i migliori o tra i peggiori, la loro fiducia nelle proprie capacità ne esce rafforzata o indebolita.

Per chi ha un rendimento scolastico inferiore, l’apprendimento in una classe di alto livello può quindi essere stressante: anche un voto oggettivamente buono può sembrare un fallimento se quasi tutti gli altri ottengono risultati migliori. Tali esperienze possono influire anche sulle future scelte formative, poiché le proprie capacità vengono valutate in modo distorto o, nel peggiore dei casi, si perde completamente fiducia in esse, pur essendo queste spesso buone.

Questo riguarda solo giovani con rendimento scolastico inferiore?

No, ovviamente questo vale anche per quelli con rendimento più elevato. Anche loro misurano il proprio rendimento in base ai risultati ottenuti dalle compagne e dai compagni di classe. Pertanto, anche al liceo la competizione e il confronto con altre persone particolarmente brillanti possono minare la fiducia nelle proprie capacità e generare una forte pressione riguardo alle prestazioni. La valutazione del rendimento non può quindi essere separata dallo sviluppo personale.

È possibile dedurre dalla ricerca quale modello scolastico funzioni meglio?

La ricerca nell'ambito della formazione raramente fornisce ricette applicabili direttamente a ogni scuola. Può tuttavia mostrare quali opportunità e rischi comportano i diversi modelli in condizioni diverse. Ogni suddivisione crea nuovi gruppi, la cui composizione influenza lo sviluppo. Nelle classi con un livello di rendimento simile, l’insegnamento può essere organizzato in modo più mirato. Nelle classi miste, le e i giovani possono trarre beneficio gli uni dagli altri sia dal punto di vista disciplinare che sociale. Non è determinante solo il modello, ma anche il modo in cui viene concepito l’insegnamento, come le scuole gestiscono le differenze e se un’assegnazione iniziale possa essere corretta in un secondo momento.

Cosa dovrebbe rimanere alle e agli ospiti dopo la partecipazione al «Caffè scientifico»?

Esaminiamo il livello secondario I da tre prospettive: la sua storia, i percorsi formativi effettivi e lo sviluppo personale delle e degli apprendenti attraverso l’insegnamento. Sarà interessante vedere dove questi punti di vista si integrano e dove portano a conclusioni diverse. Il pubblico non riceverà risposte semplici e definitive, ma piuttosto stimoli per portare avanti la discussione nelle scuole, alle riunioni dei genitori e nelle comunità.

Prof. Dr. Albert Düggeli

Caffè scientifico GR: «Livello secondario I: tra rendimento, pregiudizi e prospettive future»

 

Data:                      giovedì, 8 ottobre 2026

Ora:                       18:30 – 20:00

Luogo:                   Biblioteca della città di Coira

Organizzazione:    Alta scuola pedagogica dei Grigioni

 

Partecipanti alla tavola rotonda:

  • Dr.ssa Sandra Hupka-Brunner, sociologa della formazione e co-direttrice dello studio TREE, Università di Berna
  • Prof. em. dr. Lucien Criblez, storico dell’educazione, Università di Zurigo
  • Prof. dr. Albert Düggeli, esperto in Scienze dell'educazione e prorettore Ricerca e sviluppo presso l'ASP Grigioni
  • Moderatore: prof. dr. Reto Givel-Bernhard, rettore Alta scuola pedagogica dei Grigioni

 

Ingresso libero.

Ulteriori informazioni: phgr.ch/it/veranstaltungen/2026/caffe-scientifico-grigioni-10-1/ 

Ciclo di studio master: Livello secondario I – per insegnanti della scuola elementare

Come insegnante del livello secondario I, preparate le e i giovani al loro futuro. In qualità di insegnante di scuola primaria, è possibile ottenere un'abilitazione al prossimo ciclo per il grado secondario I con uno studio triennale a tempo parziale.

Ulteriori informazioni

Ciclo di studio master: Livello secondario I – per persone con bachelor specialistico

In qualità di insegnanti nel livello secondario I, preparate le e gli adolescenti al loro futuro. Per questo compito impegnativo l’Alta scuola pedagogica dei Grigioni offre un ciclo di studio master di tre anni a tempo parziale. Vi aspetta un ciclo di studio interessante con un ampio contenuto di didattica disciplinare e di pratica professionale. La formazione tiene in considerazione i bisogni individuali e vi abilita all’insegnamento in una scuola secondaria e in una scuola di avviamento pratico.

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Ciclo di studio master : Livello secondario I + scuole di maturità – per persone con master specialistico

In qualità di insegnanti nel livello secondario I e nelle scuole di maturità, preparate le e gli adolescenti al loro futuro. Per questo compito impegnativo l’Alta scuola pedagogica dei Grigioni offre un ciclo di studio master di tre anni a tempo parziale. Vi aspetta un ciclo di studio interessante con un ampio contenuto di didattica disciplinare e di pratica professionale. La formazione tiene in considerazione i bisogni individuali e vi abilita all’insegnamento in una scuola secondaria, in una scuola di avviamento pratico e nei licei. Il ciclo di studio è ancora in fase di definizione e approvazione.

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